“Me l’ha detto il mio architetto”: aiuto o intralcio nelle trattative?
👉 Guarda l’intervista completa: https://www.youtube.com/watch?v=LtsaiUHiGDw
“Me l’ha detto il mio architetto.”
Una frase che gli agenti immobiliari sentono spesso — e che può cambiare il destino di una trattativa.
Ma quanto è davvero utile l’intervento dell’architetto? E quando, invece, rischia di creare confusione?
Nel nuovo episodio di Match Immobiliare, abbiamo affrontato il tema con Elisa De Rossi, architetto e titolare di Studio MEA, per capire come agenti e architetti possano (e debbano) collaborare senza pestarsi i piedi.
1️⃣ Quando le valutazioni cambiano “magicamente”
Succede spesso: se la stima la fa il tecnico “del venditore”, il valore sale. Se la fa per l’acquirente, scende.
Elisa è chiara: l’architetto può avere un’opinione, ma non deve entrare nella trattativa.
“Il mercato immobiliare è in continua evoluzione. Per dare un valore corretto serve aggiornamento costante e conoscenza del territorio: compiti dell’agente immobiliare.”
👉 Primo principio: ognuno con il suo ruolo.
L’architetto si occupa di spazi, potenzialità e progetti; la valutazione del prezzo è materia dell’agente.
2️⃣ Il valore vero dell’architetto
Quando l’immobile è stato individuato, l’architetto diventa un alleato prezioso.
Può dare contributi concreti in tre direzioni:
Visione e potenziale: far immaginare come può diventare una casa, anche solo con piccole modifiche.
Analisi tecnica: indici edificatori, vincoli urbanistici, contesto e sviluppi futuri dell’area.
Stima preliminare: valutazioni di massima su costi di ristrutturazione o nuova costruzione, utili per orientare le scelte.
Un lavoro che aiuta sia il cliente (a capire cosa può ottenere), sia l’agente (a presentare meglio l’immobile).
3️⃣ Rendering sì, illusioni no
“È brutto, è da rifare.”
È una delle obiezioni più comuni. Ma basta un render per cambiare percezione — o per ingannare?
Elisa lo spiega bene: serve equilibrio tra ispirazione e realtà.
“Mostrare il potenziale è giusto, ma va fatto in modo realistico. Non si devono creare false aspettative.”
La differenza la fa il dialogo: capire i bisogni del cliente, i suoi limiti e le sue priorità.
Un progetto nasce da uno studio serio sull’immobile, condiviso tra architetto e agente immobiliare, non da due immagini fatte in fretta.
4️⃣ Il caso reale: il rustico e la paesaggistica
Un esempio concreto: un rustico di tre unità con un progetto bloccato da vincoli paesaggistici.
Elisa riesce a ottenere l’autorizzazione e i proprietari decidono di vendere.
“L’agenzia poteva vendere il lotto nello stato attuale, ma ha scelto di promuoverlo con il mio progetto approvato.
Il risultato? Un immobile valorizzato e più appetibile.”
Ecco come la collaborazione tra architetto e agente trasforma un problema in un’opportunità.
5️⃣ Le regole d’oro per non confondere i ruoli
L’architetto fa un passo indietro sulla stima.
Può consigliare valorizzazioni, ma non i prezzi di mercato.
L’agente non promette trasformazioni tecniche che non siano state verificate.
Niente sogni irrealizzabili.
Si lavora insieme sull’immobile, non sul desiderio del cliente.
Prima la realtà, poi la visione.
Trasparenza totale.
Il progetto presentato dev’essere studiato e realizzabile, non solo accattivante.
Solo così la collaborazione diventa metodo, non improvvisazione.
6️⃣ Consigli pratici da architetto (e da cliente)
“Chi vende deve affidarsi a un’agenzia immobiliare di fiducia, aggiornata sul mercato locale.”
L’architetto può supportare la vendita con idee di valorizzazione e materiali visivi realistici.
Per chi compra, invece, Elisa consiglia di godersi il momento:
“È un’esperienza magica, piena di possibilità.
Ma serve un’analisi chiara: priorità, vincoli, costi indicativi.
L’agente aiuta a stare nel mercato, l’architetto a dare forma al sogno.”
7️⃣ Conclusione: rispetto dei ruoli, collaborazione vera
“Me l’ha detto il mio architetto” non deve essere una barriera, ma l’inizio di una sinergia.
L’agente immobiliare conosce il mercato, i valori e le trattative.
L’architetto conosce il progetto, la fattibilità e la visione.
Quando le due figure si ascoltano e collaborano, l’immobile si valorizza, il cliente si fida e il risultato è un successo condiviso.
👉 Rivedi l’intervista completa con Elisa De Rossi – Architetto Studio MEA:
https://www.youtube.com/watch?v=LtsaiUHiGDw

