“Le foto le faccio io col telefono”: quando risparmiare ti fa perdere valore
“Le foto le faccio io, col telefono vengono benissimo.”
È una frase che sentiamo spesso, detta con convinzione da molti proprietari di casa. Ed è proprio da qui che nasce la domanda che abbiamo voluto affrontare in questo nuovo Match Immobiliare: conviene davvero risparmiare rinunciando a un servizio fotografico professionale?
Io sono Andrea De Cristofaro, titolare di Studio San Leonardo, e in questo incontro abbiamo messo a confronto due figure che nel mondo immobiliare si incrociano continuamente, ma che non sempre si comprendono fino in fondo: l’agente immobiliare e il fotografo immobiliare.
A farlo con noi è Davide Busetto, fotografo specializzato in architettura e fotografia immobiliare.
👉 Guarda qui il video completo dell’intervista:
Oggi gli smartphone fanno foto incredibili, inutile negarlo. Grandangoli spinti, immagini luminose, tutto pronto in pochi minuti. Ed è proprio questo che alimenta l’idea che basti uno scatto veloce per raccontare una casa. Ma, come spiega Davide, il punto non è lo strumento. Il punto è lo sguardo.
Il telefono scatta.
Il fotografo osserva.
Osserva la luce, capisce da dove entra e come si muove negli spazi. Sceglie gli angoli che funzionano davvero e decide cosa vale la pena mostrare e cosa, invece, è meglio lasciare sullo sfondo. La differenza, quindi, non è tra smartphone e fotocamera, ma tra una semplice foto e un racconto visivo coerente.
C’è poi una situazione che conosciamo tutti. Annunci online bellissimi, immobili che sembrano perfetti, e visite che invece lasciano perplessi. Il cliente entra, guarda intorno e qualcosa non torna. A quel punto la domanda è inevitabile: chi ha sbagliato?
Il fotografo?
L’agente immobiliare?
Il proprietario?
Probabilmente un po’ tutti. Anche perché, diciamolo, spesso il cliente vuole essere anche un po’ ingannato. Vuole sognare, vuole immaginarsi già dentro quella casa. Ma è qui che entra in gioco una linea sottile che non va superata.
Una buona fotografia immobiliare non deve mentire. Deve mostrare l’immobile nel suo momento migliore, senza trasformarlo in qualcosa che non è. Il cliente sa che la casa non sarà sempre perfetta come in foto, ma non deve scoprire che non è mai stata così.
Ed è qui che emerge il vero valore del servizio fotografico. Non è una questione di fare dieci o venti scatti, ma di seguire un processo. C’è il sopralluogo, l’attenzione alla luce, alle simmetrie, alle proporzioni. C’è una post-produzione pensata per dare coerenza a tutto il servizio, non per migliorare ogni singola foto in modo isolato. Il telefono ottimizza uno scatto alla volta, il fotografo costruisce una storia visiva. E questa differenza si vede.
Parlando con Davide emerge anche un altro aspetto molto interessante: le case raccontano le persone che le hanno vissute. Ci sono immobili freddi, acquistati come investimento, mai abitati davvero. E poi ci sono case piene di vita, di ricordi, di storie familiari. Case vendute perché diventate troppo grandi, o perché sta per arrivare un figlio, o perché si sta chiudendo un capitolo. Queste storie, volenti o nolenti, entrano nelle fotografie e influenzano il modo in cui uno spazio viene raccontato. Forse non dovrebbe essere così, ma è così. Ed è anche questo che rende la fotografia immobiliare qualcosa di profondamente umano.
Un altro errore comune è pensare che una foto vada bene per tutto. In realtà fotografare una casa da vivere non è come fotografare un immobile da investimento, e fotografare un affitto turistico è ancora un’altra cosa. Cambia l’obiettivo, cambia il messaggio, cambia ciò che va valorizzato. Usare sempre lo stesso approccio significa non parlare davvero a nessuno.
Poi ci sono gli errori tipici delle foto fai-da-te: grandangoli estremi, stanze deformate, proporzioni irreali. Sedie enormi, pareti lontanissime, spazi che dal vivo non esistono. Questo sì che è inganno, e anche se il cliente non sa spiegare perché, lo percepisce.
La verità è che il servizio fotografico non è una spesa fine a sé stessa. È una scelta di posizionamento. Nel breve periodo può sembrare irrilevante, ma nel medio-lungo periodo fa la differenza. La qualità si vede, la percezione cambia, la fiducia cresce. E quando si parla della casa di una vita, di un bene costruito in venti o trent’anni, questo conta.
Se vuoi capire davvero perché la fotografia immobiliare fa la differenza, guarda l’intervista completa con Davide Busetto. È una chiacchierata diretta, senza filtri, che chiarisce una volta per tutte perché le foto “fatte al volo” non raccontano una casa.
👉 Guarda il video completo qui:
https://www.youtube.com/watch?v=S7xKklA_704
E se stai pensando di vendere o valorizzare un immobile, passa a trovarci in Studio San Leonardo. Valutiamo insieme come presentarlo al meglio, senza inganni e senza improvvisazioni. Il caffè lo offriamo noi ☕

